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> Messa per vittine di Usura e strozzinaggio

INVITIAMO TUTTI alla Santa messa che si celebrerà nella Basilica di Sant'Antonio di Padova SABATO 17 Gennaio ORE 11 in sostegno cristiano e umano alle vittime di USURA BANCARIA e STROZZINAGGIO e alle famiglie dei suicidi.
CELEBRERA' DON ENRICO TORTA PARROCO DI DESE (VE) sacerdote particolarmente solidale e sensibile a questo impegno comune di Giustizia, in difesa dei più deboli.
"L'USURA DELLE BANCHE E' UN OMICIDIO LENTO GIUSTIFICATO DALLO STATO" (Don Enrico Torta)
Confedercontribuenti Veneto 800 814 603

 

 

> Imposimato: “Imu-bankitalia: legge incostituzionale”. Il magistrato dice la sua sul caso sollevato dai Movimento 5 Stelle

Imposimato: “Imu-bankitalia: legge incostituzionale”
Il magistrato dice la sua sul caso sollevato dai Movimento 5 Stelle
tratto da: la Fucina Social News

“La legge di conversione del decreto legge IMU Bankitalia appare incostituzionale. Anzitutto vi è stata violazione del diritto della opposizione del M5S di svolgere le proprie ragioni opponendosi al provvedimento, secondo le regole della Costituzione e il regolamento della Camera. La cd tagliola è incostituzionale, perchè elimina il diritto della opposizione di motivare il suo voto contrario. La opposizione è parte essenziale della democrazia, i cui diritti vanno rispettati.

Diversamente siamo in una situazione di regime cioè di dittatura della maggioranza. E stupisce che alcuni dei guardiani della Costituzione tacciano su questo aspetto gravissimo del vero e proprio colpo di mano del Presidente della Camera Laura Boldrini che ha impedito al M5S di motivare la sua opposizione sacrosanta di fronte a dl illegittimo, per difetto, almeno in parte, del requisito di necessità e urgenza . Ma illegittimo anche in relazione al diritto dovere di spiegare le ragioni del no rispetto ad un decreto che prevede una spesa enorme e affronta temi gravi e complessi, di cui il popolo ignora il contenuto reale.

La Presidente della Camera sa che la democrazia non dà tutto il potere a nessuno, ma lo distribuisce variamente a maggioranza e minoranza, che trapassano l’una nell’altra proprio perchè, come insegna Aristotele, l’alternanza è l’essenza della democrazia e prova della libertà. “Nel contesto costituzionale, tirannide della maggioranza è violare, legiferando e governando, i diritti della minoranza”, insegna Giovanni Sartori. Per cui la legge di conversione approvata il 29 gennaio è incostituzionale . Inoltre la parte del decreto legge IMUBankitalia che riguarda la cd ricapitalizzazione di Bankitalia per 7.5 miliardi di euro si tradurrà nel finanziamento illecito, attraverso Bankitalia, di istituti di credito in crisi, cioè in una donazione di enormi somme di denaro alle banche azioniste che controllano Bankitalia.

Che sono Intesa San Paolo (42%), Unicredit (22, 11%), MPS (4, 60%), INPS (5.00 %), Carige ( 4, 03%) e altre banche . Questa parte del dl, che riguarda Bankitalia, sembra del tutto estranea al DL sull’ IMU, che è imposta sulla prima casa, per la quale poteva essere giustificata la situazione straordinaria di necessità e urgenza ex art 77 sec comma della Costituz. Situazione che non si giustifica con la “ricapitalizzazione”, di Bankitalia. La verità è che l’Italia con 1, 7 trilioni di euro di debito versa in uno stato di disperazione. E se fino ad oggi la BCE ha comprato titoli italiani alleggerendo la pressione sul debito, per l’avvenire la BCE non potrà più continuare a comperare i titoli . Nel 2014 le banche italiane dovranno ridurre l’acquisto del debito italiano, ma i nodi sono venuti al pettine.

I soldi le banche li hanno ottenuti attraverso il decreto IMUBANKITALIA a spese dei cittadini su cui graverà il costo finale di questa operazione. Si tratta di un decreto truffa che vuole cose diverse da quelle che dice: apparentemente ricapitalizzare Bankitalia, che dovrebbe essere patrimonio degli italiani, invece vuole finanziare le banche in crisi, ex banche pubbliche divenute private, che controllano Bankitalia, di cui sono proprietarie. Questo è il problema. Che fare? La prima cosa è che il Presidente della Repubblica ai sensi dell’art 74 della Costituzione, prima di promulgare la legge di conversione, chieda con messaggio motivato alle Camere, una nuova deliberazione ( art 74 Costituzione), e come ha già rilevato in relazione al decreto milleproroghe, chieda lo stralcio dei due provvedimenti . Ma questo è il primo passo da compiere, a mio modesto avviso. Poi in sede di applicazione del decreto IMU, si potrà eccepire davanti al giudice la incostituzionalità della legge di conversione. Purtroppo i cittadini non possono adire direttamente la Corte Costituzionale”. Così Ferdinando Imposimato in una nota.



> A Rovigo il 18 Gennaio per lanciare un nuovo sistema fiscale

Dal quotidiano "L'intraprendente".
“Serve fare il punto sulla questione fiscale nel nostro Paese. Cambiando metodo. È necessario coinvolgere i cittadini e le imprese, altrimenti sarà una continua lotta fra l’esigenza del recupero da parte dell’Erario delle somme non pagate o evase e la sopravvivenza stessa del sistema produttivo Italiano. Un vero e proprio tavolo di pacificazione fra contribuenti e Agenzia delle entrate, dove si individuino in maniera precisa i termini della sostenibilità dell’imposizione fiscale per imprese e cittadini e si vari un piano agevolato di rientro dei debiti tributari arretrati”. La proposta arriva da Confedercontribuenti e non potremmo esser più d’accordo: occorre rimaneggiare la materia, permettere agli imprenditori di sedere al tavolo da cui emergerà il nuovo volto dell’Agenzia delle entrate, perché di un nuovo volto c’è bisogno e questa è una delle cose su cui il Paese sembra vederla uguale da Nord a Sud. La frattura tra Stato e cittadini che Equitalia ha determinato non è roba sanabile, non in una manciata di anni. Gli evasori crescono, nonostante le campagne pubblicitarie pagate fior di quattrini, e il perché risiede in almeno un paio di fattori: - la pressione fiscale ha raggiunto livelli intollerabili; - chi per negligenza o errori non è in pari con i versamenti delle imposte ha paura dell’autodenuncia, il terrore delle ganasce vince sulla voglia di essere in regola; - in Italia, come nel mondo, esistono i disonesti; - molti italiani, specie al Nord, non sono in grado di pagare quanto dovuto e rateizzazioni e misure di sostegno non vengono contemplate, non come dovrebbe essere. Allora che si fa? Si rivede tutto, scavalcando la cieca burocrazia, riformando il Paese e ripartendo dalla logica. Indispensabile. Dunque appoggiamo, con convinzione, la proposta della Confederazione, sottolineando una lista di desiderata che speriamo siamo dettino le linee del dibattito. Bisogna radere al suolo quel che già esiste, perlomeno su piano teorico. L’attuale sistema tributario è stato appiattito sull’idea che sia il cittadino (o l’impresa) a dover dimostrare di non essere un bandito. Questo è uno dei molti possibili esempi di un pregiudizio che frantuma il rapporto Stato-cittadini. Abbattere le consuetudini, ripianare i rapporti, riscrivere un patto basato sulla realtà, a più voci è la priorità. “Un “patto” per sconfiggere l’evasione fiscale e per facilitare chi paga, di fronte alla grave situazione economica che vive il Paese. Bisogna evitare che la “questione fiscale” alimenti quelle tendenze anti Stato che rischiano di allontanare sempre di più i cittadini dalle istituzioni e portano le imprese a emigrare verso nazioni con sistemi fiscali meno costosi e con regole più’ semplici”. La guerra va fermata, lo chiede il presidente Carmelo Finocchiaro per primo, rivolgendosi direttamente ad Attilio Befera (che qui è andato in cortocircuito). Allora concordare vie di uscita, parlare della possibilità di compensare, per non leggere più di aziende che dallo Stato aspettano migliaia e migliaia di euro ma tu che stai fallendo per colpa di Roma, prima paghi Roma e poi ne riparliamo. La riforma della giustizia tributaria è un’esigenza, un obbligo che non può essere scavalcato. Farlo si tradurrebbe nel condannare a morte il Nord, leggasi anche la Nazione. E “la semplificazione normativa, per la determinazione del reddito in maniera analitica, per una vera progressività delle imposte, per una giusta tassazione delle rendite finanziarie e patrimoniali, per l’estensione del tutoraggio per tutti i contribuenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, sono alcune delle questioni d’affrontare per tutelare chi produce e lavora”. Amen. Siamo con Finocchiaro. A lui bisogna rispondere perché bisogna rispondere agli italiani.

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